{"id":3783,"date":"2017-02-14T13:22:55","date_gmt":"2017-02-14T12:22:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.taxitam.it\/?p=3783"},"modified":"2021-01-19T10:08:02","modified_gmt":"2021-01-19T09:08:02","slug":"uber-azionisti-idioti-driver-gabbati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.taxitam.it\/index.php\/2017\/02\/14\/uber-azionisti-idioti-driver-gabbati\/","title":{"rendered":"Uber: &#8220;&#8230;azionisti idioti e driver gabbati&#8221;"},"content":{"rendered":"<header class=\"post-header\">\n<h5 class=\"post-title entry-title\">Finalmente pure ad Harvard si sono accorti che Uber era un modo per beffare i poveri<\/h5>\n<\/header>\n<h5 class=\"meta-space\"><span class=\"vcard author\">Di <i class=\"fn\"><a title=\"Articoli scritti da: Riccardo Ruggeri\" href=\"http:\/\/riccardoruggeri.eu\/author\/riccardo-ruggeri\/\" rel=\"author\">Riccardo Ruggeri<\/a><\/i><\/span><\/h5>\n<div class=\"meta-space\">\n<p>Questo inizio 2017 si presenta per me foriero di soddisfazioni intellettuali: quando superi gli ottanta sei mesi ti sembrano un anno, cos\u00ec le soddisfazioni intellettuali ti ringiovaniscono. Mando un sms a Stefano Lorenzetto: \u201cChe ne dici se scrivo un Cameo sul disfacimento della teoria della disruptive innovation di Clayton Christensen (\u00e8 vent\u2019anni che mi rovina la vita), e sulla crisi di Uber, ovviamente evitando l\u2019inelegante l\u2019avevo previsto?\u201d. Mi risponde all\u2019istante \u201cAl contrario: scrivi proprio che l\u2019avevi anticipato\u201d. Scelgo un compromesso: dirlo in modo scanzonato con le parole di altri, ben pi\u00f9 prestigiosi, .<br \/>\nNegli anni Novanta usc\u00ec un libro di Christensen The Innovator\u2019s Dilemma, lo lessi con avidit\u00e0, si poneva due domande topiche: \u201cPerch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile per un\u2019azienda mantenere il successo?\u201d e \u201cL\u2019innovazione di successo non pu\u00f2 davvero essere prevista, cos\u00ec come suggeriscono i dati?\u201d Si rispose da solo con una teoria, per oltre vent\u2019anni tutti gli strateghi aziendali dissero di ispirarsi a lui, il suo terreno di coltura era Silicon Valley, fino all\u2019esempio mito del modello, Uber. Questi, in cinque anni raggiunse una capitalizzazione monstre: 68 miliardi $, pi\u00f9 di Gm e Fca insieme! Tentai una sintesi di questo mondo magico: \u201cInventare il nuovo distruggendo il vecchio\u201d. Ero certo che fosse un mondo farlocco, ma non potevo dimostrarlo.<\/p>\n<p>Non avendo la competenza scientifica per demolire la teoria (a me pareva il festival del luogo comune) mi concentrai sul suo figlio prediletto, Uber, sul quale molto ho studiato e scritto (se prendo un taxi spesso vengo riconosciuto: i tassisti sono l\u2019unico spicchio di \u201csociet\u00e0 incivile\u201d ove le mie idee hanno sfondato).<\/p>\n<p>Dopo l\u2019uscita dei risultati di Uber (anche i nodi di Airbnb e simili stanno arrivando al pettine), tutti i media (suoi grandi sponsor), o tacciono o si chiedono: un abbaglio? Ecco i conti della serva (modalit\u00e0 ancora insuperata per valutare un\u2019azienda, sia di vecchio che di nuovo conio): da settembre 2014 a settembre 2015 ha fatturato 1,4 miliardi $ ne ha persi 2, cio\u00e8 ogni 100 $ incassati ne perde 143. Nel primo semestre del 2016, pur avendo tagliato massicciamente il compenso dei driver (sic!), \u00e8 riuscita a perdere 1,2 miliardi (2,5-3 su base annua?). Secondo Hubert Horan, massimo esperto di trasporti pubblici, gli utenti di Uber con questi prezzi pagano solo il 43% dei costi, cio\u00e8 viaggiano a sbafo, grazie ad azionisti idioti e driver gabbati.<\/p>\n<p>La mia analisi, riferita a questa genia di individui che si spacciano per supermanager (in realt\u00e0 sono dei banali deal-maker, pi\u00f9 spesso \u201cserial manager\u201d che lasciano dietro di loro solo morti e feriti) era banale: il loro era il vecchio giochino del dumping (prezzi-sociale) per distruggere i concorrenti fino a diventare monopolisti. La novit\u00e0 era l\u2019aggirare le leggi con modalit\u00e0 illegali per\u00f2 legalizzate (lobbying) in corso d\u2019opera, nel fornicare sulle tasse, nel confezionare geniali confetti comunicazionali per gonzi.<\/p>\n<p>Finalmente la prestigiosa Mit Sloan Review demolisce definitivamente la teoria di Christensen: \u201cle sue affermazioni sono corrette solo nel 9% dei casi\u201d, la celebre storica Jill Lepore di Harvard \u201cla teoria fa acqua da tutte le parti\u201d, persino Economist, un tempo affascinato dal nuovo, \u00e8 duro: \u201cfalso che siano aziende competitive visto che puntano al monopolio\u201d; poi il K.O. \u201cnon investono, peggio, accumulano riserve in paradisi fiscali\u201d. Come teorizzatore della linea nazional-popolare \u201cper i nostri risparmi \u201cmeglio il materasso della banca\u201d gongolo e ringrazio.<\/p>\n<p>Diciamolo: questa teoria della disruptive innovation non solo ha gabbato noi studiosi di organizzazione aziendale e di modelli di business, beffato i media, turlupinato investitori, ma ha distrutto il tessuto sociale (welfare, regole, sindacati) del mondo del lavoro, al solo scopo di raccattare miserabili scampoli di business. Per dare lavoretti a poveracci, ha creato altrove disoccupati, favorendo le grandi aziende che hanno cos\u00ec potuto avvalersi di lavoratori disperati, abbassando artatamente il costo del lavoro.<\/p>\n<p>Alla fine, le \u00e9lite hanno sputano il rospo: \u201cQuesta ideologia, questi modelli, questi comportamenti manageriali, hanno fatto vincere Donald Trump\u201d. L\u2019hanno scritto lor signori, era anni che aspettavo. Grazie.<\/p>\n<p>Riccardo Ruggeri<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/riccardoruggeri.eu\/blog\/finalmente-pure-ad-harvard-si-sono-accorti-che-uber-era-un-modo-per-beffare-i-poveri\/\">http:\/\/riccardoruggeri.eu\/blog\/finalmente-pure-ad-harvard-si-sono-accorti-che-uber-era-un-modo-per-beffare-i-poveri\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente pure ad Harvard si sono accorti che Uber era un modo per beffare i poveri Di Riccardo Ruggeri Questo inizio 2017 si presenta per me foriero di soddisfazioni intellettuali: quando superi gli ottanta sei mesi ti sembrano un anno, cos\u00ec le soddisfazioni intellettuali ti ringiovaniscono. 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